
Martedì 25 novembre 2025 ha generato un profondo momento di riflessione, arte e impegno civile presso l SSPG Negrelli, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Gli studenti hanno messo in scena una toccante performance che ha unito danza, espressione artistica e l’eco delle loro voci, trasformando l’istituto in un luogo di memoria e sensibilizzazione.

🩰 La danza e la sedia rossa: un simbolo potente
Il cuore dell’evento è stato uno spettacolo di danza ideato e realizzato dai ragazzi e dalle ragazze della scuola. Con movimenti carichi di significato, i giovani performer hanno interpretato il dolore, la perdita, ma anche la forza e la speranza. La performance ha ruotato attorno a un simbolo di forte impatto emotivo: una sedia rossa vuota, posizionata in primo piano per rappresentare i posti lasciati vuoti dalle vittime di femminicidio, diventata il centro visivo di un silenzio assordante, un monito costante della violenza che continua a lacerare la nostra società.

📝 Voci coraggiose: i testi degli studenti
A intervallare le sequenze di danza, alcuni studenti hanno preso la parola per leggere testi originali che hanno scritto per l’occasione. Queste parole, nate dalla loro sensibilità e dal loro sguardo sul mondo, hanno affrontato con lucidità e partecipazione temi complessi come il rispetto, la parità di genere, e la necessità di rompere il muro dell’indifferenza. La forza emotiva di questi interventi ha lasciato un segno profondo nel pubblico presente.

📰 Lo stendardo della memoria: nominate una ad una
Un momento particolarmente commovente è stata la presentazione dello striscione creato collettivamente. Non esi trattava di un semplice cartellone, ma un vero e proprio “muro della memoria” dove gli studenti hanno trascritto, una ad una, i nomi delle donne uccise in Italia nel corso dell’anno corrente.
Leggere ad alta voce quei nomi, spesso ridotti a statistiche sui media, ha restituito loro dignità e individualità. Lo stendardo è un’opera d’arte civile che chiede di non dimenticare e che responsabilizza l’intera comunità educante.
“Questo progetto non è solo un momento di educazione civica, è una lezione di umanità. Vedere i nostri ragazzi partecipare con tanta passione ci dà la speranza che le nuove generazioni possano costruire un futuro libero dalla violenza,” ha commentato la Dirigente Scolastica Chiara Pasquini
Tale iniziativa dimostra come l’arte e l’impegno giovanile possano trasformare una ricorrenza in un’azione concreta, lasciando un’eredità di consapevolezza e rispetto.











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