Il Programma Mentore (“Un adulto per amico”) rappresenta un presidio pedagogico e relazionale di fondamentale importanza per la prevenzione del disagio giovanile e del ritiro scolastico. L’iniziativa risponde a un bisogno sempre più emergente: affiancare ai percorsi di apprendimento canonici dei momenti dedicati al puro benessere emotivo degli alunni.

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Come funziona: il valore dell’ “ora di gioco”
Il progetto si basa sul modello classico di derivazione omerica (Mentore e Telemaco): un adulto equilibrato e formato si affianca a un bambino della scuola primaria o a un ragazzo della secondaria che attraversa un momento di fragilità personale, familiare o relazionale.
A differenza del doposcuola tradizionale:
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Niente compiti o lezioni: durante l’incontro settimanale di un’ora (in orario scolastico), il volontario non fa il docente e non assegna voti.
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Il gioco e l’ascolto come strumento: il tempo viene speso per giocare (da un gioco da tavolo a una partita a scacchi), dialogare e condividere pensieri in totale libertà.
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Relazione senza preconcetti: il Mentore incontra lo studente senza conoscere i voti o le etichette scolastiche, offrendo uno “sguardo pulito” e privo di giudizio.
L’impatto sul benessere e sul rendimento
Sebbene l’incontro possa sembrare una semplice pausa ricreativa, a livello psicologico aziona meccanismi profondi:
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Rafforzamento dell’autostima: sentirsi “scelti”, ascoltati e stimati da un adulto esterno permette al ragazzo di percepire il proprio valore.
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Miglioramento del clima scolastico: trasformare un’ora di scuola in un momento desiderato e sereno cambia l’atteggiamento generale del ragazzo verso l’istituzione scolastica.
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Ricaduta sul rendimento: la maggiore sicurezza emotiva acquisita durante gli incontri si traduce direttamente in una migliore capacità di affrontare le difficoltà in classe e di interagire con i compagni.









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