Le vecchie locandine del cinema, le donne famose della Nigeria, le tradizioni della Tunisia e la cultura del Kosovo sono state le tematiche di un progetto, realizzato da quattro ragazzi della classe IIIE, presentato durante l’esame orale e accompagnato da una piccola ma suggestiva mostra allestita nell’atrio della Scuola Media Negrelli.
Le opere esposte, realizzate con tecniche diverse, acquerello, matita, argilla e cartapesta, hanno mostrato non solo la creatività dei ragazzi, ma anche l’impegno nel rappresentare culture e storie lontane tra loro, ma unite da un forte valore simbolico.
Il cinema e le sue locandine
La sezione dedicata alla storia del cinema propone la riproduzione di alcune locandine storiche che hanno segnato le origini della settima arte: L’annaffiatore annaffiato e L’uscita dalle fabbriche dei fratelli Lumière, Il monello di Charlie Chaplin e Per un pugno di dollari con Clint Eastwood. Questi manifesti illustrano l’evoluzione del cinema dalle sue prime proiezioni fino agli anni Sessanta. Le riproduzioni sono state realizzate con matite naturali e colorate, cercando di cogliere l’estetica dell’epoca e la forza comunicativa delle immagini. La mostra è stata ulteriormente arricchita da schizzi e ritratti a matita realizzati dal ragazzo durante i tre anni.

Le donne famose della Nigeria
Un’altra sezione della mostra é stata dedicata alle donne nigeriane, protagoniste della storia e della cultura del loro Paese. L’esposizione si apre con un autoritratto simbolico realizzato da una studentessa, volto a rappresentare la forza e la bellezza delle donne nigeriane, sia del passato che del presente. Tra le figure rappresentate spiccava la regina Amina di Zara, dell’Ottocento, raffigurata in due versioni: una in abiti tradizionali e l’altra in una reinterpretazione moderna, secondo la visione personale dell’alunna. Due famose cantanti nigeriane, Yemi Slade e Tiwa Savage che hanno saputo fondere i ritmi tradizionali con la musica contemporanea, sono state ritratte con colori vivaci e tratti espressivi. Un delicato acquerello, infine, celebra l’artista Nike Davies-Okundaye che dipinge i tessuti, rendendo omaggio all’arte e all’artigianato locale. Sullo sfondo, la città moderna di Lagos, simbolo di un Paese in trasformazione, completa l’opera. Tutte le creazioni sono state realizzate con tecnica ad acquerello.
L’allestimento è stato ulteriormente arricchito da un modello in scala di un’antica casa nigeriana, costruito con cartone e materiali di recupero. Maschere tradizionali in argilla e cartapesta e una piccola scultura realizzata dalla studentessa hanno completato l’omaggio alla cultura nigeriana.

La Tunisia: colori, architettura e sapori
La Tunisia è stata raccontata attraverso acquerelli che rappresentano paesaggi tipici come le città dalle case bianche e blu, simbolo dell’architettura mediterranea, e la moschea-mausoleo del Presidente Habib Bourguiba, figura storica del Paese. Un modellino in scala del mausoleo, realizzato con cura, ha impreziosito questa sezione. Non sono mancati riferimenti agli strumenti musicali tradizionali, ai cibi tipici e alle atmosfere delle medine, dove arte, religione e vita quotidiana si intrecciano.


Il Kosovo: tra tradizione e modernità
Il Kosovo è stato rappresentato da acquerelli vivaci e delicati allo stesso tempo. Tra le immagini più suggestive, una donna in abito tradizionale con un fazzoletto sollevato in un gesto di danza, simbolo di festa e tradizione. Pristina, la capitale, è stata raffigurata con le sue chiese cristiane, ortodosse e musulmane, a testimonianza della convivenza tra culture e religioni diverse. Un’altra scena raffigurava i kayak sul lago Bllatava, luogo di svago, sport e natura. Non manca un omaggio alla cucina locale, con la raffigurazione della pita, piatto tradizionale, e agli strumenti musicali che accompagnano feste e celebrazioni.

Un viaggio artistico e culturale verso l’inclusione.
Attraverso questo progetto, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di esplorare culture diverse attraverso la creatività. L’importante è aiutare i ragazzi a scoprire quel mondo meraviglioso che hanno dentro e prendersene cura. Questo è uno dei cardini dell’inclusione.
Ogni ragazzo ha dentro di sé qualcosa di unico e speciale: sogni, emozioni, talenti, fragilità. Spesso però ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a scoprirlo e a credere in sé stesso. Questo è il compito degli adulti: accompagnarli con ascolto, rispetto e fiducia.









































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