
Il progetto “Nuovi ambienti di apprendimento”, che nell’a.s. 2023-24, ha visto coinvolte due classi prime (1 A e 1 B per 2 ore di matematica e scienze e 2 ore di lettere), è finalizzato a ottimizzare l’apprendimento, adattandosi alle diverse modalità cognitive di ogni studente, potenziando l’efficacia delle strategie didattiche, grazie ad un approccio innovativo. Esso si propone infatti di creare un ambiente di apprendimento personalizzato, in grado di valorizzare le diverse intelligenze e di massimizzare i risultati formativi, puntando a un apprendimento su misura, con il ricorso a strumenti e tecniche innovative per soddisfare le esigenze specifiche di ogni studente e rendere l’insegnamento più efficace e massimizzare i risultati.
Sulle due classi sono state presenti contemporaneamente tre docenti di lettere che, in base alle proposte didattiche e alla loro complessità, hanno lavorato:
- su tre gruppi di studenti, di livello omogeneo (es.: favola, riassunto) o eterogeneo (secondo la metodologia del peer to peer; es.: fiaba, descrizione, progetto “Parlare a vanvera”)
- su un gruppo unico di due classi (es.: attività iniziale, intermedia e restituzione del progetto “Parlare a vanvera”; momento conclusivo del modulo “Fiaba” con l’ascolto di un radiodramma; visione e commento del film “Il viaggio di Fanny” in occasione della Giornata della Memoria).
A livello logistico, le classi unite in un unico gruppo hanno potuto lavorare all’interno dell’Aula Magna, nell’Aula di Arte, oppure nel cortile della scuola (agorà). Nel caso di lavoro a gruppi (spazio informale, area individuale, area per l’esplorazione), gli studenti hanno potuto fruire degli spazi offerti dalle classi o dagli ampi corridoi dell’edificio scolastico.
La possibilità di modulare liberamente i gruppi di studenti in base alle loro peculiarità e di impiegare gli spazi offerti dalla scuola ha condotto le tre insegnanti coinvolte, coadiuvate dal dott. Massimo Belardinelli, a intraprendere la strada della flessibilità e della sperimentazione didattica, anche attraverso la proposta di laboratori pratici oppure legati alla didattica digitale e attraverso le metodologie del peer tutoring, cooperative learning, peer evaluation, flipped classroom.
Un progetto di questo tipo ha rappresentato una faticosa scommessa per le docenti coinvolte, che si sono dedicate con particolare dedizione all’ideazione, alla progettazione e alla programmazione condivisa di ogni singola attività proposta.
Gli studenti, oltre a sviluppare competenze nello specifico ambito disciplinare, hanno potuto potenziare le competenze dell’imparare ad imparare, relazionali e di cittadinanza, hanno fruito di un’esperienza di apprendimento diversa dal solito, in cui si sono sentiti parte attiva e investiti di un senso maggiore di autonomia e responsabilità nel loro processo di apprendimento, percepito come importante, ricco e accattivante.
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